sabato 21 aprile 2012

Tacchino con lemongrass e olio di sesamo


C'è un mangiare di tutti i giorni che non trova mai visibilità, perché semplice, banale, non interessante, senza cotture particolari...  Oggi invece metto in primo piano due semplicissime fettine di tacchino. Questa  carne bianca, delicata e di veloce preparazione può acquisire una marcia in più con qualche buon condimento.


Ingredienti

tacchino  fettine
olio di sesamo (VomFass)
lemongrass
farina
peperoncino
vino bianco


Preparazione

Battere leggermente le fettine di tacchino e passarle appena nella farina. Far insaporire l'olio di sesamo con il lemongrass tagliato sottile e poi aggiungere le fettine. Insaporire e bagnare con poco vino bianco, aggiungere sale e peperoncino e finire di cuocere.

Tulipani 






mercoledì 11 aprile 2012

Gelatina di arance amare


Cercavo una ricetta che mi aiutasse a ridurre i tre giorni di ammollo che sono previsti per fare la marmellata di  arance amare  e ho trovato questa ricetta , che mi ha permesso di procedere subito saltando qualsiasi ammollo. Ho trovato geniale l'utilizzo dei semi, chiusi in un sacchettino, per dare consistenza  con la loro pectina alla gelatina.  Ho  rivisto sia le dosi che il procedimento e sono molto contenta del risultato.


Ingredienti

arance amare non trattate 6 kg
acqua 3 litri
zucchero 4 kg


Procedimento

Pelare con il  pelavate, in modo leggero, tutte le bucce degli aranci che saranno stati prima ben lavati.  Tagliare sottilmente col coltello le bucce e metterle da parte.
Spremere gli aranci e gettare la parte bianca.  Mettere tutti i semi e la polpa che resta nello spremiagrumi in un sacchettino di stoffa o in un pezzo di stoffa che verrà poi chiuso con uno spago. Prima di mettere i semi lavare bene la stoffa in modo che perda residui di profumo di detersivo.
Mettere in un ampio recipiente (io ho messo il tutto già nella pentola di acciaio di cottura) il succo (circa 1litro e mezzo), l'acqua, le bucce e il sacchettino con i semi.
Coprire e lasciare in un luogo fresco per 24 ore.
Il giorno dopo far bollire tutto per un'ora o più. Le bucce di arancia devono essere ben tenere perché se lo zucchero viene unito  troppo preso queste possono diventare dure.
Mettere il contenuto del sacchetto nello scolapasta e aiutandosi con un cucchiaio far colare tutto il possibile nel liquido della gelatina. Buttare via i semi e la polpa rimasti nello scolapasta.
Aggiungere lo zucchero e girare bene per evitare che si attacchi, e far bollire la gelatina per mezz'ora.
Invasare subito in vasetti sterilizzati e chiuderli bene.







giovedì 5 aprile 2012

Buona Pasqua !





Ingredienti

Uova di quaglia bollite
margherite di campo
cicorino tritato fine

Condire con olio e sale.




Buona Pasqua !



domenica 1 aprile 2012

Pesci d'aprile


                              















Circa un anno fa ho fatto quest'incredibile incontro, questo come tanti altri, e dopo aver fatto queste foto indiscrete, mi sento sempre più imbarazzata a mangiare pesce;  non penso che diventerò  mai un'esaltata che drasticamente cambia e si mette pure a giudicare  chi non è cambiato, no, sicuramente, ma vorrei saper  rinunciare al pesce per rispetto alla loro vita.
Però... è buono, leggero, fa bene...e si finisce per mangiarlo.
Tanto più  d'estate, al mare,  spesso arriva sulla nostra tavola.  E non è solo il desiderio di amici che condividono il pranzo con noi a far emerge il mio solo un po' inibito...
La scorsa estate accanto a noi al mare è risalito un sub con dei bei pesci, e sapeste che frenesia nel cercare tra i nostri amici chi avesse soldi da imprestarci, per raccimolare quei 30 euro per comprare la leccia di un chilo e mezzo, che un'ora dopo sfilettavo per farla subito al forno su due rametti di rosmarino...
L'essere un  predatore un po' primitivo non è solo del sub, ma anche mio. Sento veramente l'avidità, il bisogno di possesso e poi di assaporare quel cibo stupendo, ingurgitando poi tutto in un tempo sempre sempre troppo breve...
Due parti di me molto diverse, contraddizioni tra sensibilità nascenti e bestialità antiche. Sono però convinta che siamo destinati a diventare vegetariani...



Sfogliette con semi di papavero

Realizzate con la finta pasta sfoglia di Adriano, leggermente più leggera di qualsiasi altra sfoglia.


Ingredienti
250gr farina 00
250gr formaggio spalmabile (tipo Philadelphia o simili)
160gr burro morbido
2 pizzichi abbondanti di sale
semi di papavero


Preparazione

Setacciare la farina con il sale, unire il formaggio ed il burro a pezzetti e mescolare fino ad ottenere un impasto un po' "bricioloso".
Avvolgere con della pellicola questo pre-impasto, dandogli la forma di un rettangolo con un lato di una metà più lungo dell’altro, alto un dito circa.
Metterere in frigo fino al giorno successivo.


Sistemare l’impasto sulla spianatoia leggermente infarinata e dare un giro semplice (a tre), come per la comune pasta sfoglia, cioè si tira la pasta solo da un verso e si ripiega questa parte più lunga come un pieghevole a tre lati, in modo che i tre lati piegati abbiano la stessa lunghezza e siano sovrapposti.  Tenere i lati aperti lateralmente. Mettere in frigorifero per mezz'ora.
Per vedere come si fa l'operazione della piegatura semplice a tre, andare da Adriano.


Ripetiamo l’operazione altre due volte, sempre col riposo di mezz'ora in frigorifero e sempre tirando la sfoglia e facendo poi tre giri semplici in tutto. All’inizio l’impasto apparirà granuloso e disomogeneo, ma al terzo giro si uniformerà.

A questo punto di può stendere sottile, circa 2 - 3mm.  
Ritagliare con gli stampini, con un pennello bagnare (con una miscela di acqua e sale) le forme ritagliate e spargere sopra i semi di papavero.
In forno a 180° per 18 minuti.
La pasta non utilizzata si può surgelare, per averla pronta da usare la prossima volta.





lunedì 26 marzo 2012

L'uovo di Cracco


Ben si accompagnano con due asparagi e sono uova che destano sempre stupore quando arrivano sul piatto. Viene utilizzato solo il tuorlo che risulta avere  una parte saporita e fritta all'esterno pur mantenendo dentro il tuorlo ancora liquido ... Ricetta di Carlo Cracco.


Ingredienti

tuorlo d'uovo
pangrattato
olio extra vergine
sale 


Preparazione

Due ore prima del pranzo mettere in una ciotolina per muffin del pangrattato, smuovere con le dita il centro in  modo da farci un "alloggio" per l'uovo, mettere l'uovo e ricoprire con pangrattato. 
Lasciare così per due ore e poi con delicatezza prendere l'uovo e farlo cuocere nell'olio bollente per un minuto circa dove deve rimanere sommerso... Appena dorato ripescarlo delicatamente con una paletta da fritti, salare  e servirlo.




lunedì 19 marzo 2012

Frati di San Giuseppe


Per San Giuseppe in Toscana, o meglio a Marina di Pisa dove sta mia sorella che li fa sempre,  i panettieri vendono la pasta già pronta per fare questi bei bomboloni. Qui invece l'impasto  devo farmelo....
Si chiamano "frati" perché hanno un buco al centro come la chierica dei frati, e perché sono presenti come dolci tradizionali nelle varie feste religiose. 


Ingredienti

farina 00 500gr
lievito di birra 15 gr
uovo 1
zucchero 1 cucchiaio
limone, la scorza grattugiata di 1
vanillina 1 bustina
un pizzico di sale
olio d'oliva extra vergine
zucchero


Preparazione

La sera prima mescolare il lievito con un po' d'acqua e impastare con la farina. Mettere l'impasto in una ciotola  e lasciare coperto con un asciughino bagnato.
La mattina dopo aggiungere gli altri ingredienti, impastare e poi stendere la pasta alta un dito. Con un coppapasta tagliare dei cerchietti e bucarli al centro, allargando a formare degli anelli. Lasciare che lievitino nuovamente, in posto caldo e senza correnti d'aria, anche per due ore o più... 
Friggere poi in olio d'oliva caldo. Una volta fritti asciugarli nella carta  e passarli nello zucchero semolato.


E per San Giuseppe ecco anche i primi Giuseppini (Hepatica nobilis), questi delicati fiori azzurri fioriscono nei boschi proprio in questo periodo. 







martedì 13 marzo 2012

Errori


Sempre tutto bello, buono, perfetto ? Ma va ...! Oggi vi mostro dei bellissimi....errori !
Primo fra tutti i macarons ! Ho provato, ho fallito, forse pensavo speranzosa, perché ho fatto la spumiglia francese ! Ho comprato un libro su di loro, ho eseguito religiosamente la spumiglia italiana e il risultato è stato quello sopra.... Nemmeno per dei whoopies potevo farli passare ! Buoni di sapore ma non cotti dentro, piatti,  senza "collarino".... E che fare della pasta per macaron rimasta nel sac a poche ? Ho fatto un dolce, ho aggiunto 3 rossi d'uovo.... mi chiedo, ma Ladurèe cosa ne fa dei tuorli dopo aver prodotto montagne di macarons ? ... Ho aggiunto anche un po' di farina e una bustina di lievito, e ho cotto il tutto a 170° gradi per 50 minuti.
La ciambella è venuta malissimo, il sapore era appena passabile, insomma da buttare ... spero di non  farne più di torte così !!
L'unica cosa che mi è piaciuta è stata la reazione del colorante, verde molto più acceso nell'impasto rispetto a come appariva nei macarons, ma!  ...Dovevano essere macarons verdi ripieni di pasta di pistacchio....
Falliti i macarons e fallita a torta di recupero !



Del  piatto qui sotto vi passo la ricetta. Al mare, in una di quelle giornate storte dove non si riesce a fare il bagno perché in mare ci sono troppe incantevoli meduse, prendere un secchio e un retino e raccogliere un po' di meduse e metterle nel secchio con un po' d'acqua di mare. Vedrete come i bagnanti vi saranno riconoscenti !
A casa bollire le meduse in un po' d'acqua con aceto; diventeranno delle cosine picole piccole...Scolarle, infarinarle e friggerle in olio caldo. Sanno di mare, sembrano totanini molli....


Io le ho mangiate ma tra noi i più non le hanno volute assaggiare..."per essere in grado di portarvi all'ospedale" dicevano! Non volevano credere che la sostanza tossica è termolabile ! Nel caso voleste provare, la medusa utilizzata  è la Pelagica Noctilux,  quella della foto qui sotto, 10-15 cm di grandezza (in largo e lungo) di colore rosa.
Mi sono ripromessa più volte di andare di notte a vedere la luminosità che emette...ma ancora non l'ho fatto.



Qui sotto invece abbiamo un cibo che dal vassoio è passato direttamente in pattumiera. Avevo scoperto che un ristorante a Pantelleria servirà uno spaghetto con gli anemoni di mare, e un amico, convinto della loro bontà, me li ha procurati. L'ho infarinati e fritti... ma non mi sono piaciuti, mollicci e un po' amari... Poi ho scoperto che sono anche protetti, mannaggia che danno inutile !



E che dire di questi mega boeri, fatti con cioccolato mal temperato e troppo denso ? Dal momento che vanno mangiati in un boccone solo per via dello sciroppo che si forma dentro quando si scioglie lo zucchero...abbiamo rischiato il soffocamento !



Lievito madre grande fascinazione e tentazione. Disastro ancora in corso. Dopo più di dieci giorni mi sono ritrovata una massa smisurata di impasto, ne ho messo un po' in frigorifero e si è liquefatto, quello rimasto fuori mi sembra  poco reattivo. Poi ho scoperto nuove ricette, dove si rinfresca solo una parte del vecchio....io tra le due ciotole ho realizzato circa 3 kg di pasta... nemmeno dovessi panificare per una comunità ! Tutto da rifare !





sabato 10 marzo 2012

Involtini di tonno


Non vorrei più cucinare del tonno, perche insieme al pesce spada sono pesci abusati…. Troppo consumo, poco rispetto per la riproduzione della specie ….con quale altro pesce potrei sostituirlo ? Mi riesce difficile trovarne altri con le sue caratteristiche: buonissimo, veloce, duttile, pratico...


Ingredienti

Tonno tagliato sottile 800 gr
Pecorino 30 gr
Pangrattato 150 gr
Capperi sotto sale 1 cucchiaio
Pinoli 1 cucchiaio
Prezzemolo un ciuffo
Olio


Preparazione

In una ciottola mescolare: pangrattato, sale, pepe, prezzemolo tritato.
Frullare leggermente  i capperi e i pinoli tritati, mescolare con il pecorino grattugiato e condire con un po’ d’olio. Distribuire sulle fette di spada e arrotolare. Mettere gli involtini in una pirofila versando sopra il trito di pangrattato e prezzemolo e condire con un filo d'olio.
Cuocere in forno a 220° per 10 minuti.


Visto che la foto degli involtini lascia a desiderare... ecco una fioritura del mio terrazzo: crochi, un iberis che quest'anno ha ritardato la sua fioritura, e i cavoli ornamentali che tutto l'inverno hanno dato una nota di colore e adesso si stanno alzando per andare a fioritura.




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